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12/05/2016 - Detrazione IRPEF delle spese di frequenza delle Università non statali - Individuazione dei limiti di importo

Per effetto delle modifiche apportate dalla L. 28.12.2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) all'art. 15 co. 1 lett. e) del TUIR, la detrazione IRPEF del 19% si applica in relazione alle spese per la fre­quen­za di corsi di istruzione universitaria presso:

· Università statali;

· Università non statali, in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle Università statali.

Con la nuova disciplina si intende quindi fornire un riferimento "cer­to" relativamente all'ammontare detraibile delle spese sostenute per la fre­quen­za di Università non statali. In relazione alle Univer­sità private, infatti, la detrazione spettava in misura non superiore a quella stabilita in relazione al­le tasse e ai contributi degli istituti statali e, a tali fini, la C.M. 23.5.87 n. 11 aveva individuato i se­guenti criteri:

· identità o affinità dei corsi di laurea tenuti presso l'Università libera con i corsi tenuti presso un'Università statale;

· equiparazione dei corsi così identificati, tenuti presso l'Università libe­ra, con i corsi, identici od affini, tenuti presso l'Università statale ubicata nella stessa cit­tà ove ha sede l'Università libera, ovvero sita in una città della stessa Re­gione.

Scarica la circolare per maggiori info





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